Scrittrice e attivista sociale salvadoregna che lottò per il riconoscimento dei diritti delle donne in El Salvador. Donna di origine indigena, sfidò il sistema politico del suo tempo proponendosi come candidata alla presidenza della Repubblica nel 1930, trasformandosi così nella prima donna di El Salvador e dell’America ispanica a richiedere il riconoscimento della sua candidatura, quando alle donne non era riconosciuto il diritto di entrare in politica. Oggi celebriamo il suo nome in questa importante via della capitale per inciderla, come un’impronta incancellabile, nella storia del Paese1. Così recita la targa commemorativa dedicata a Prudencia Ayala in una via del centro di San Salvador. Prudencia Ayala nacque il 28 aprile 1885 dall’indigeno messicano Vicente Chief e dall’indigena Aurelia Ayala. La madre si distinse nella lotta contro il regime degli Ezeta in El Salvador. Si dice che Prudencia nacque dopo che la madre fu colta da un fulmine lungo un sentiero clandestino che conduceva dal Guatemala a Sonsonate, e così la piccola ricevette il soprannome di “hija de la centella”: “figlia del fulmine”.

Dopo essersi trasferita a Santa Ana con la madre, Prudencia frequentò la scuola Maria Luisa de Cristofine, ma dovette presto abbandonare gli studi a causa di problemi economici. Imparò a cucire e lavorare come sarta, ma continuò a leggere con avidità qualsiasi testo riuscisse a procurarsi. A dodici anni iniziò a sentire voci misteriose nella sua testa: alcune di queste le preannunciavano eventi che si sarebbero poi realizzati, come l’inizio della prima guerra mondiale. Per via di questa dote, nel 1898 don Rosendo Díaz, direttore del giornale Diario de Occidente, le affidò l’incarico di scrivere articoli riguardanti queste profezie, rinominandola “Sibila Santaneca” (la Sibilla di Santa Ana). Ma i suoi contributi cambiarono presto argomento, introducendo temi quali femminismo, antimperialismo e unionismo centroamericano. Prudencia scrisse anche poesie, che vennero pubblicate in tutto il Paese e in Guatemala.

Negli anni conobbe diversi uomini che la supportarono nella sua causa. Tra loro Camilo Arévalo e Miguel Estupinián, entrambi cittadini illustri e assai colti che, oltre a insegnarle diverse nozioni di politica, la sostennero moralmente ed economicamente. Fu importante anche la figura di Agustín Farabundo Martí, iscritto alla Lega antimperialista, che la esortò a seguire i suoi obiettivi nonostante le difficoltà. Ebbe due figli da uomini diversi: Juana, nata dalla storia d’amore con Ángel Menéndez, e Ángel Antonio, avuto con José Barra (uomo che Prudencia lasciò quando divenne improvvisamente violento nei suoi confronti).

Nel 1919 venne incarcerata due volte: nel suo Paese per aver criticato in un articolo il sindaco di Atiquizaya, e in Guatemala per l’accusa di aver partecipato all’organizzazione di un colpo di Stato contro il dittatore Manuel Estrada Cabrera. Quest’ultima esperienza le diede l’occasione per scrivere e pubblicare Escible. Aventuras de un viaje a Guatemala, testo nel quale narra il viaggio a cavallo che fece in compagnia di Rosa Amelia Guzmán2, attivista e poeta del Nicaragua, da Santa Ana fino in Guatemala. Lo scopo del viaggio era indagare sulle condizioni delle donne che vivevano nell’istmo e sulle ideologie unioniste del Centroamerica. Prudencia era ben consapevole dell’importanza di raccontare quello che aveva vissuto; in carcere, al ricevere carta e penna scrisse: “Finalmente abbiamo armi con cui sparare; la carta è un buon elemento per parlare e farsi capire"3.

Quando tornò a casa, Prudencia si vide mancare tutte le figure di riferimento: nel giro di un paio d’anni morirono infatti la madre, Camilo e Miguel. Sola e scossa dal dolore, decise di trasferirsi con i due figli a San Salvador, anche se la vita da sola non era affatto semplice. Continuò in ogni caso la sua battaglia: consapevole del fatto che le donne fossero sottovalutate ed emarginate a causa di una mentalità retrograda e discriminatoria, iniziò a diffondere le proprie idee direttamente ad altre donne. Le invitava alla lotta e alla cooperazione; purtroppo erano in poche ad ascoltarla e soprattutto a seguirla, perché la maggior parte era intimorita dalle reazioni dei mariti e del governo. Ne fu un esempio la dura repressione della manifestazione pacifica del 25 dicembre 1922 a San Salvador durante la quale un gruppo di donne, tra cui Prudencia, manifestò per maggiori diritti e contro l’abuso di potere del governo di Jorge Meléndez.

Pur derisa da alcuni giornalisti, che la definivano “l’analfabeta”, nel 1925 pubblicò Inmortal, amores de loca e nel 1928 Payaso literario en combate. I due testi sono collezioni eterogenee di articoli, opuscoli, poesie, lettere e profezie che Prudencia aveva scritto nel corso degli anni. Rivelano elementi biografici e ideali politici, oltre che femministi.

Alla fine degli anni Venti fondò e diresse il giornale Redención Femenina (Redenzione femminile), da cui esprimeva la sua posizione a difesa dei diritti civili delle donne. Fu allora che, come simbolo della propria battaglia per una reale uguaglianza tra i sessi, iniziò ad apparire in pubblico con un bastone, tradizionalmente simbolo della supremazia maschile. “L’uomo e la donna" - scrisse - "sono le fondamenta del mondo: i due formano la famiglia, i due formano la società, i due devono formare il concetto di cittadino e costruire leggi democratiche contro la schiavitù, i due devono formare il governo” 4.

Nel 1930 provò a candidarsi alla presidenza della Repubblica, nonostante la legislazione salvadoregna non riconoscesse nemmeno il diritto di voto per le donne. Il suo programma prevedeva, tra i vari punti: diritti alle donne sia politici che come cittadine, appoggio ai sindacati e istruzione per i lavoratori a riguardo dei loro diritti; legalità e trasparenza nell’amministrazione pubblica; limitazione nella distribuzione dell’alcol e delle armi; rispetto per la libertà di culto e di stampa; riconoscimento dei figli illegittimi; appoggio all’educazione pubblica e contenimento di trattative che possano danneggiare l’indipendenza politica salvadoregna. Annunciò la sua candidatura dal suo stesso giornale, aggiungendo di non essere preoccupata delle barriere che avrebbe dovuto abbattere. Il dibattito politico scaturito dalla candidatura fu serrato e feroce. Uno dei difensori di Prudencia fu il filosofo, scrittore e deputato Alberto Masferrer, che definì la causa di Prudencia “giusta e nobile” e riconobbe l’adeguatezza del programma, al pari di quello degli altri candidati. La sua candidatura fu poi respinta dalla Corte suprema di giustizia, ma portò nel giro di qualche anno al suffragio femminile.

Prudencia Ayala morì l’11 luglio del 1936, lontana dalla politica, ma attiva nei movimenti sociali. Non vide il frutto della sua battaglia, ma divenne la pioniera della lotta per i diritti delle donne in El Salvador.

Note


1 Traduzione di Arianna Pagano.
2 Rosa Amelia Guzmán nel 1950 fu artefice della legge che permise alle donne di El Salvador di votare.
3 Traduzione di Arianna Pagano, da Prudencia Ayala, Escibles. Aventuras de un viaje a Guatemala, San Salvador, Ediciones Amate Vos, 2023, p. 49.
4 Traduzione di Arianna Pagano, da Alejandro Ayalá, ¡Con las faldas bien puestas! La novela de Prudencia Ayala, San Salvador, Ceidas Ediciones, 2019, p. 81.


Fonti, risorse bibliografiche, siti su Prudencia Ayala

Alejandro Ayalá, ¡Con las faldas bien puestas! La novela de Prudencia Ayala, San Salvador, Ceidas Ediciones, 2019.

Lorena Arroyo, Prudencia Ayala. La primera mujer que intentó ser presidenta en América Latina, El País, 7 marzo 2021.

Diego Battistessa, America Latina, donna forte e insorgente, Bergamo, Aut Aut Edizioni, 2020.

Carlos Henríquez Consalvi, Prudencia Ayala, hija de la centella, Trasmallo, n.4/2009, San Salvador, Ediciones Museo de la Palabra y la Imagen.

Sito del Museo de la Palabra y la Imagen (Mupi), San Salvador.

Elena Salamanca, Luis Melgar Brizuela, Miguel Ángel Chinchilla, Carlos Henríquez Consalvi (a cura di), Escibles, Prudencia Ayala. Reflexiones a cuatro voces, San Salvador, Ediciones Museo de la Palabra y la Imagen y Ediciones Amate Vos, 2023.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026