Poetessa, narratrice e saggista rumena, Ana Blandiana è una delle voci più significative della letteratura romena contemporanea e una figura centrale della resistenza culturale durante il regime comunista di Nicolae Ceaușescu. Le sue opere rappresentano un dialogo continuo tra poesia e impegno civile.

Blandiana è nata a Timișoara il 25 marzo 1942 e cresciuta a Oradea, nella regione della Transilvania. Il suo vero nome è Otilia Valeria Coman, ma è stata costretta a pubblicare sotto pseudonimo perché il padre, il sacerdote ortodosso Gheorghe Coman, era stato dichiarato dal regime comunista “nemico del popolo”, e incarcerato. Da questo trauma familiare è nata la consapevolezza del rapporto fra parola e potere che ha segnato tutta l’opera dell’autrice. Lo pseudonimo “Ana Blandiana” è stato scelto perché ispirato al nome di un villaggio vicino ad Alba Iulia, città natale della madre.

Ana Blandiana ha studiato filologia all’Università di Cluj e pubblicato le prime poesie nel 1959. Il suo esordio poetico è avvenuto nel 1964 con Prima persona plurale, pubblicato quando era poco più che ventenne. Sulla sua opera la censura è intervenuta pesantemente: “Strofe soppresse, versi aggiunti, titoli cambiati, tantissime parole sostituite: questo volume per me rappresenta il simbolo dell’impotenza rispetto al sistema e alla sua arroganza, alla sua capacità di manipolazione”, ricorderà l’autrice.

Negli anni Sessanta e Settanta Blandiana è diventata una delle poetesse più amate della Romania. I suoi versi hanno portato avanti un linguaggio simbolico di resistenza morale. Tradotta in venti lingue, la sua opera – da un paese nel quale la parola era sorvegliata – è diventata strumento di libertà. I suoi testi proibiti venivano imparati a memoria e diffusi clandestinamente, come atti di resistenza e d’amore.

La sua poesia, oggi raccolta da Bompiani in Raccolto d’angeli, è popolata da creature celesti: angeli “che hanno indossato abiti d’uccello”, “vecchi angeli maleodoranti / con puzzo di rancido nelle penne umidicce, / nei radi capelli, / nella pelle che si squama in isole di psoriasi”. Si tratta di angeli e creature che “presto saranno processati”, strumenti dell’ostinazione nell’esprimere ciò che non si può esprimere, come spiega Blandiana in un’intervista uscita su Pangea.

Raccolte come Prima traversare (1964), Octombrie, noiembrie, decembrie (1972) e Stea de pradă (1985) segnano l’evoluzione della sua voce poetica, sempre più consapevole della propria funzione etica.

Negli anni Ottanta le sue opere vengono ripetutamente censurate e il suo nome bandito dalle pubblicazioni ufficiali. Nel 1988, sebbene fosse già riconosciuta a livello internazionale, la Romania di Ceaușescu ha ordinato che i suoi libri fossero proibiti e non più reperibili nelle biblioteche.

Accanto alla poesia, Blandiana si è cimentata anche nella prosa, con Proiecte de trecut (1982) e A fi sau a privi (2005). Le sue opere hanno ottenuto numerosi riconoscimenti sia in patria che all’estero: Premio Herder (1982), Premio letterario Giuseppe Acerbi (2005), Corona d’oro del Festival di Struga (2019) e Premio principessa delle Asturie (2024).

Nel 1990 Blandiana ha rifondato e presieduto il Pen club romeno; ha poi dato vita al movimento Alleanza civica e promosso, insieme al marito Romulus Rusan, il Memoriale delle vittime del comunismo e della resistenza di Sighet. È stata insignita di diverse onorificenze statali per il suo contributo alla rifondazione democratica del paese.

In conclusione, la poesia di Ana Blandiana si nutre di una tensione verso l’assoluto e di una fiducia ostinata nella forza della parola. In un mondo attraversato da menzogna e paura, la sua voce rimane quella di una coscienza poetica che non cessa di interrogare la libertà e la responsabilità individuale. In una poesia, Blandiana si racconta così: “Pentru că sunt în stare să înțeleg, / De tot ce înțeleg sunt vinovată” (“Perché sono in grado di capire, / e sono colpevole di tutto ciò che capisco”). Si tratta di versi tratti da Fără un gest (“Senza un gesto”), poesia contenuta nella raccolta Arhitectura valurilor (L’architettura delle onde, 1990).

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Ana Blandiana

Opere di Ana Blandiana
Raccolto d’angeli, a cura di Mauro Barindi, Milano, Bompiani, 2025.
Un tempo gli alberi avevano gli occhi, a cura di Biancamaria Frabotta e Bruno Mazzoni, Roma, Donzelli, 2004.
Variazioni su un tema dato, traduzione di Bruno Mazzoni, Roma, Donzelli, 2023.
L’orologio senza ore, Roma, Elliot, 2018.
La mia patria A4. Nuove poesie, Ariccia, Aracne editrice, 2015.
Il mondo sillaba per sillaba, Zermeghedo, Saecula, 2012.

Enciclopedia Britannica, voce Ana Blandiana.
Intervista ad Ana Blandiana, “Ostinata nell’esprimere l’inesprimibile”. Dialogo con Ana Blandiana, 22 ottobre 2025, Pangea.




Voce pubblicata nel: 2021

Ultimo aggiornamento: 2026