Tamar Ben Ami era una coreografa e artista israeliana, apprezzata soprattutto per i suoi lavori con la celebre compagnia Batsheba, per cui ha vinto vari premi, in Israele e all’estero. Negli ultimi anni della sua vita si era trasferita a Berlino, dove è venuta a mancare il 24 febbraio 2026.

Al di fuori dei circoli di appassionati di danza, però, Ben Ami era conosciuta per essere "Rita". Ovvero la donna a cui Mahmoud Darwish (1941-2008) – il grande poeta nazionale palestinese, che è anche un co-autore della dichiarazione d'indipendenza palestinese – ha dedicato la sua più celebre poesia d'amore: “Tra me e Rita c'è un fucile” (come spesso capita, il poeta si rivolgeva a donna specifica cambiandole però il nome, un po' come Leopardi con “Silvia”). I due si erano conosciuti quando Darwish era un giovane studente dell’Università di Haifa e Ben Ami stava finendo il liceo in un kibbutz. Entrambi erano attivi nel partito comunista israeliano, anche se poi Darwish avrebbe scelto di lasciare Israele e identificarsi esclusivamente come palestinese. L’identità di Rita, per quanto non completamente sconosciuta, è stata resa nota a un pubblico più vasto quando nel 2014 è uscito il documentario “Write down, I am an Arab” sulla vita di Darwish, dove il titolo era una citazione da un’altra sua celebre poesia (“Carta di identità”) ma si parlava anche di “Rita” e infatti era intervistata la stessa Ben Ami.

La figura di “Rita” ha sempre avuto un posto particolare nelle coscienze israeliane e palestinesi. Simbolo di una meravigliosa storia d’amore, che supera guerre e divisioni etniche. Ma anche fonte d'imbarazzo tra i nazionalisti da entrambe le parti. Quelli palestinesi si chiedevano: ma come, il “nostro” poeta s'innamora di un’ebrea? Mentre l’estrema destra israeliana ha sempre osteggiato le relazioni interreligiose (più recentemente ha preso di mira un attore di “Fauda” che ha sposato una giornalista araba cristiana).

Tra i più importanti riconoscimenti ricevuti da Tamar Ben Ami, il primo premio al Shades of Dance (Gvanim Bemachol) Festival (1987), il primo premio al Gertrud Kraus Competition (1987) e il Premio per la Coreografia al Concorso Video-Dance di Tolosa (1990).




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026