Giornalista e scrittrice, Michèle Rakotoson nasce il 14 giugno 1948 a Antananarivo (Madagascar). Il padre era giornalista e la madre bibliotecaria. I nonni, con i quali ha trascorso molto tempo durante l’infanzia, erano un medico e una drammaturga. Grazie all’ambiente familiare benestante e ricco di cultura, Michèle ha la possibilità di frequentare il liceo francese “Jules Ferry” di Antananarivo, dove ottiene il diploma. In seguito, consegue una laurea triennale in Lettere in Madagascar e inizia a lavorare come insegnante e regista teatrale.
Nel 1983 lascia l’isola per ragioni politiche e fugge in Francia. A Parigi consegue un master in sociologia, lavora come giornalista radiofonica e televisiva e nel 1990 diventa responsabile delle manifestazioni letterarie di Radio France Internationale (RFI). Tra queste si segnalano il concorso per la novella Les Inédits e il premio RFI Témoin du Monde, di cui è stata l’ideatrice.
Nel 2008, dopo un esilio durato vent’anni, torna in Madagascar per dedicarsi completamente a Opération Bokiko, un progetto nato dalla federazione di associazioni malgasce, fondata proprio da Michèle quattro anni prima, che lavora per il rilancio dell’editoria in Madagascar sostenendo editori e occupandosi dell’organizzazione di eventi letterari.
In Francia per gli esiliati è difficile ambientarsi ma, al suo ritorno in Madagascar, Rakotoson trova un paese diverso da quello da cui era fuggita. La sua casa è quindi altrove: come scrive, “La scrittura è diventata la mia patria”. L’esilio, infatti, le ha permesso di cambiare punto di vista e maniera di approcciarsi alla scrittura, e solo grazie a questo ha potuto intraprendere un lavoro su sé stessa e cominciare a scrivere partendo da ciò che ha trovato appunto dentro di sé. Durante un’intervista ha detto infatti: “L’esilio ci obbliga a sapere chi siamo”.
Michèle Rakotoston scrive dagli anni Ottanta ed è autrice di diverse pièce teatrali, novelle e romanzi. Nella sua opera sono centrali i temi della donna, dell’AIDS, del viaggio, della morte, della cultura e dell’identità malgascia; una grande importanza è riservata poi ai problemi attuali del Madagascar.
Sambany, la sua pièce teatrale più nota, scritta in malgascio e in francese, è stata rappresentata da diverse compagnie in Madagascar e in altri paesi come la Repubblica Centrafricana e la Turchia. Per quanto riguarda la narrativa, invece, è d’obbligo citare il suo primo libro, una raccolta di tre racconti intitolata Dadabé (1984), ma anche Lalana, romanzo pubblicato nel 2002 e riedito da Atelier des Nomades, in cui si racconta il viaggio dei due giovani protagonisti verso il mare per esaudire l’ultimo desiderio di un ragazzo malato di AIDS. Altre opere di particolare importanza sono Juillet au pays. Chroniques d’un retour à Madagascar (2007), libro in cui Rakotoson passa al racconto autobiografico per parlare del ritorno alle origini di chi, dopo tanto tempo, torna nel paese della propria infanzia, e Ambatomanga. Le silence et la douleur (2022) che narra da due punti di vista – quello del colonizzato e del colonizzatore – la spedizione coloniale francese in Madagascar del 1894-1895 e la sua preparazione.
La sua opera, quindi, vive di Madagascar e il Madagascar vive nella sua opera. Nonostante i tanti anni vissuti in Francia e la scelta del francese come lingua della scrittura, Michèle Rakotoson non dimentica mai il suo paese e lavora per sostenerlo e farlo conoscere all’estero. Si impegna tra l’altro anche come attivista e madrina di associazioni politiche e sociali, tra cui NGM (Nouvelle Génération Malgache), Hetsika Diaspora e Respir, in favore della letteratura storica e contemporanea del paese. In Francia, invece, siede nei consigli delle più rilevanti manifestazioni culturali dedicate alla letteratura malgascia.
Nel corso degli anni è stata insignita di numerosi titoli. È commendatrice delle arti e delle lettere malgasce e cavaliera delle arti e delle lettere francesi. Nel 2012 ha ricevuto la médaille de vermeil del Grand Prix della francofonia dell’Académie française e per il suo ultimo romanzo, Ambatomanga, nel 2023 ha ottenuto il Prix Orange du livre en Afrique.
Attualmente vive in Madagascar ed è ancora la presidente dell’associazione Opération Bokiko, che oggi si occupa di formazione di giovani scrittrici e scrittori nonché organizzazione di letture pubbliche in contesti rurali.