Marie Françoise Gilot nasce il 26 novembre 1921 a Neuilly-sur-Seine, figlia unica di Emile e Madeleine Gilot. All’età di cinque anni, durante un tè di Capodanno organizzato dalla nonna materna, rimane incantata da un ospite, un uomo dalla cravatta a pois e il cappello a tesa larga che offre alla nonna un mazzo di violette. Scoperto che l’uomo è il pittore Emile Mariet, la piccola Françoise dichiarerà entusiasta che diventerà anche lei una pittrice. La madre, che in gioventù aveva studiato storia dell’arte, ceramica e pitture ad acquerello, sostiene fin da subito la sua vocazione, impartendole lezioni lei stessa e affidandola, nel 1934, alla sua vecchia insegnante d’arte, M.lle Meuge. Pur essendo la sua allieva più giovane, Françoise dimostra subito un incredibile talento per gli acquerelli e i disegni a carboncino; la giovane donna studierà presso Meuge per i successivi sei anni.

Nonostante il padre non veda di buon grado le sue ispirazioni artistiche e la spinga a intraprendere gli studi in legge, Françoise continua a rimanere strettamente legata a quel mondo, frequentando artisti come Endre Rozsda, pittore ungherese, e dopo soli due anni lascia la facoltà di legge. Durante gli anni della guerra intraprende la carriera di fashion designer, professione considerata “sicura”.

All’inizio del 1943 Endre Rozsda si trova costretto a lasciare Parigi occupata dai soldati tedeschi; Françoise, accompagnato l’artista in stazione, lo saluta chiedendogli: “Ora cosa ne sarà di me?” e l’uomo, con sicurezza, le risponde: “Non preoccuparti. Magari tra tre mesi incontrerai Picasso”.
L’8 maggio del 1943, la poco più che ventenne Françoise, insieme alla sua compagna di scuola Genevieve, inaugura la sua prima mostra alla galleria di Madeleine Decre; il 12 maggio, a cena con Genevieve e l’attore Alain Cuny, come pronosticato da Rozsda, incontrerà Pablo Picasso. Picasso si interessa subito al talento delle due artiste. Pochi giorni dopo visita la loro mostra e le invita nel suo studio. Le prime due volte vi si reca con l’amica, poi Françoise inizia a frequentarlo da sola. La loro relazione si sviluppa in fretta, nonostante la grande differenza d’età (Picasso aveva quarant’anni in più della giovane artista). Picasso fa di lei la sua amante e musa, ritraendola in opere come La Femme-Fleur del 1946. I due vivono dieci anni intensi di relazione che vedono la nascita di due bambini, Claude e Paloma. Nei primi anni Cinquanta il rapporto tra Françoise e Picasso diventa burrascoso. Nel settembre del 1953 lei lo lascia, trasferendosi con i due figli a Parigi. Picasso, alla notizia, reagisce con un perentorio “Nessuno lascia un uomo come me”, a cui Françoise risponde: “Vedremo”.

Inizia da parte di Picasso un tentativo di boicottaggio della carriera della donna: grazie alla sua forte influenza, inizialmente riesce a bloccare alcune sue mostre e a far cessare contratti di lavoro. Françoise non si perde d’animo e, con il sostegno del marito Luc Simon, incontrato nella primavera del 1954, continua a dipingere. Nel 1959 inaugura la sua prima mostra alla Galerie Coard di Parigi, dove espone disegni e rappresentazioni di panorami parigini e i momenti di gioco dei suoi figli. Il pubblico reagisce positivamente.

Nel 1961 Gilot inizia a realizzare una delle serie di opere più significative per la sua carriera artistica: la Vegetation Series, ispirata alla vegetazione e al tipo di luce che aveva osservato ai Kew Gardens di Londra. Per la prima volta dopo la separazione da Picasso, si esprime in una maniera completamente personale, libera dalle influenze del passato. Nello stesso anno comincia a frequentare gli Stati Uniti, Paese in cui riuscirà a riscattarsi definitivamente.

Nel 1964, insieme a Carlton Lake, pubblica negli Stati Uniti La mia vita con Picasso, intenso memoir nel quale racconta, con onestà e chiarezza, la natura fortemente turbolenta del loro rapporto. Picasso fa di tutto per opporsi alla pubblicazione al di fuori del suolo americano: fa causa tre volte alle diverse case editrici che ne acquistano i diritti. Dopo aver perso la terza causa, si mette in contatto con Gilot e le dice: “Congratulazioni, hai vinto. Sai che a me piacciono i vincitori”. È l’ultima volta che i due artisti si parlano.

La carriera di Françoise continua. Nel corso degli anni l’artista, ormai stabile negli Stati Uniti, espone le sue opere in America, Francia, Germania e Italia (a Venezia incontrerà, tra l’altro, Giorgio de Chirico). Nel 1970 sposa in seconde nozze Jonas Salk, l’ideatore del primo vaccino contro la poliomielite. A partire dagli anni Ottanta le sue opere iniziano a circolare con maggiore continuità negli Stati Uniti e in Europa, e il pubblico comincia a riconoscerla come artista autonoma. Mostre importanti negli anni Duemila – come quelle alla Galerie Larock-Katia Granoff di Parigi e al McMullen Museum of Art di Boston – contribuiscono a consolidare la sua reputazione internazionale. Dopo la morte di Jonas Salk nel 1995, Gilot continua a vivere e lavorare tra Parigi e New York. La piena rivalutazione critica del suo percorso arriva però solo negli ultimi anni della sua vita e dopo la sua scomparsa, quando musei e studiosi iniziano a presentarla come una delle voci più originali della pittura del Novecento.

Françoise Gilot muore a New York nel 2023, all’età di centouno anni. Nel 2024 il Museo Picasso le dedica una galleria all’interno della mostra permanente sull’artista spagnolo.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Marie Françoise Gilot

Françoise Gilot, Carlton Lake, La mia vita con Picasso, Donzelli, Roma 2016.

Il riconoscimento tardivo di Françoise Gilot, "Il Post", 13 marzo 2024.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026