Figura chiave del Romanticismo ispanoamericano, grazie alle sue opere e alla vita da eroina romantica diventò tra le donne più note di Madrid.

Gertrudis Gómez de Avellaneda nasce a Cuba il 23 marzo 1814 in una delle famiglie più influenti dell’isola. Dopo la morte del padre, nel 1823 la madre sposa un uomo al quale la giovane poetessa non si affezionerà mai. Gertrudis Gómez de Avellaneda trascorre l’adolescenza tra i libri malgrado lo scarso appoggio da parte del patrigno. A soli quattordici anni, anche a causa dell’eccessiva dedizione alla letteratura (aveva già iniziato a scrivere ed era un’avida lettrice), viene promessa in sposa a un uomo molto più anziano di lei. Dopo un vano tentativo di fuga da parte della giovane e per coprire lo scandalo del matrimonio fallito la famiglia decide di trasferirsi in Spagna. Il momento dell’addio all’amata isola natia è impresso in uno dei primi sonetti dell’autrice, Al partir (1836).

La famiglia si stabilisce a La Coruña, dove, a causa dell’ambiente conservatore della città, l’inclinazione letteraria di Gómez de Avellaneda è di nuovo mal vista. Dopo una relazione naufragata perché il pretendente non accetta che la futura moglie scriva poesie, Gertrudis decide di trasferirsi a Siviglia. Qui inizia a pubblicare sotto lo pseudonimo di La Peregrina e conosce l’uomo con cui intratterrà una relazione lunga tutta la vita, seppur non ricambiata con la stessa intensità: Ignacio de Cepeda. Con lui, Gómez de Avellaneda dà inizio a una corrispondenza che diventerà una vera e propria opera, e che permetterà di tracciare la personalità della donna dietro l’autrice. Nelle numerosissime lettere, infatti, emerge una donna colta e rispettabile che cerca di ridefinire l’immagine romantica del proprio femminile lontano dall’ideale del tempo. Questo aspetto – il continuo oscillare tra l’ideale maschile e femminile – sarà una costante della vita di Gómez de Avellaneda, che si vedrà sempre paragonata alle capacità letterarie maschili e quindi all’uomo, a causa della sua abilità letteraria ritenuta troppo elevata per una donna, come affermano i critici del tempo.

Nel 1840 si trasferisce a Madrid, dove entra a far parte del Liceo artistico e letterario, il più importante circolo culturale della capitale. Qui conoscerà i maggiori esponenti del Romanticismo spagnolo. Inizia quindi un periodo di produzione letteraria molto fertile, a partire dalla raccolta Poesías (1841).

In generale, le opere liriche di Gómez de Avellaneda uniscono i temi romantici a un sapiente uso della metrica, concentrandosi su ottonari ed endecasillabi ma osando anche composizioni inusuali. In questi anni scrive anche romanzi pionieristici dal taglio sociale, come Sab (1841), romanzo antischiavista, Dos Mujeres (1842-1843), in cui propone il divorzio come soluzione a un matrimonio infelice, ed Espatolino (1844), nel quale denuncia le condizioni del sistema penitenziario.

Le sue relazioni amorose continuano a essere sfortunate, degne di un’eroina romantica. Nel 1844, infatti, avvia una tormentata relazione con il poeta Gabriel García Tassara. La poetessa si ritrova sola e incinta; nell’aprile del 1845 dà alla luce una bambina dalla salute cagionevole che morirà a soli sette mesi, senza essere riconosciuta dal padre. È un periodo molto duro per Gómez de Avellaneda, che crede sia giunta la fine della sua carriera a causa del crollo della sua reputazione, dovuto proprio a questo episodio. Al contrario, nello stesso anno riceve uno dei maggiori premi letterari del Liceo ed entra definitivamente nell’élite letteraria spagnola.

Nel maggio del 1846 sposa il governatore civile di Madrid, Pedro Sabater, appassionato delle sue opere e molto malato: l’uomo morirà nell’agosto dello stesso anno, dando avvio a un periodo di chiusura esistenziale per l’autrice, che si concentrerà su composizioni dal tono spirituale e religioso.

Negli anni successivi scriverà, tra le altre, celebri opere teatrali come Saul (1849) e Baltasar (1858), considerato un capolavoro drammatico. Ormai acclamata sia dalla critica sia dal pubblico, nel 1853 presenta la propria candidatura alla Real Academia Española, che però la rifiuta affermando che l’istituzione non prevede la partecipazione delle donne. Questa delusione la porterà a redigere una serie di articoli intitolata La mujer (1860), in cui afferma l’uguaglianza intellettuale tra donne e uomini, rivendicando il diritto delle prime di essere riconosciute come persone di talento anche in ambito culturale e di non essere trattate come “uomini mancati”.

Nel 1859 viaggia a Cuba insieme al nuovo marito, Domingo Verdugo y Massieu, sposato nel 1855. Calorosamente accolta dall’alta società politica e letteraria dell’isola, viene nominata poetessa nazionale. Dopo una parentesi come fondatrice e redattrice della rivista Álbum cubano de lo Bueno y lo Bello (1860), scossa dalla morte del marito avvenuta nel 1863, Gómez de Avellaneda decide di tornare a vivere a Madrid. Qui si dedicherà principalmente all’edizione delle proprie opere in vista della raccolta Obras literarias, dramáticas y poéticas (1869-1871).

Gertrudis Gómez de Avellaneda si spegne l’1 febbraio 1873, lasciando il segno come pioniera dell’emancipazione intellettuale femminile.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Gertrudis Gómez de Avellaneda

María Ángeles Ayala Aracil, Breve biografía de Gertrudis Gómez de Avellaneda, in Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes.
Mónica Burguera, Una vida en los extremos. Género y nación en Gertrudis Gómez de Avellaneda. Una perspectiva biográfica, in Ayer 106/2017 (2): 105-132.
Luzmaría Jiménez Faro, Gertrudis Gómez de Avellaneda, in Real Academia de la Historia. Historia Hispanica.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026