Sono il cielo mutevole d'autunno e l'inverno, che sia dolce.

Così Benedetta Murachelli si descrive in una poesia, racchiudendo in poche parole il senso di un'intera esistenza vissuta sempre controcorrente, ma con caparbio ottimismo.

Insegnante, poetessa e scrittrice, il suo stile è lirico, autobiografico e profondamente legato all'osservazione del quotidiano e ai temi della libertà individuale e della condizione femminile. Predilige una scrittura comunicativa, ricca di immagini e metafore nate dall'esperienza vissuta.

Nata a Cemmo (BS) nel 1934, racconta di sé: «Sono nata in tempo per attraversare la guerra, la ripresa, la Cortina di Ferro e tutte le vicissitudini e le crisi che hanno vivacizzato l'Italia fino ad oggi. Dopo un diploma magistrale, che mi è costato quattro anni di emarginazione in un collegio di suore dove ho affinato la ribellione, contro la volontà dei miei genitori ho lasciato il mio paese, un piccolissimo borgo della Valcamonica ricco di storie incise sulle pietre che, per prime, mi hanno traghettata verso la scrittura».

Legata ad Antonio (Silvio) Tissi, uomo già sposato dal quale ha tre figli (Ivo, Dario e Ilaria), subisce l'ostracismo della società di quegli anni, che la considera una ragazza madre e una donna che vive nel peccato. «Quando andai a partorire, venni segregata in una cameretta e maltrattata da medici e infermiere. Avevo la gioia di questi bambini però, a causa dell'emarginazione sociale, non potevo condividerla. La discriminazione era forte ma le regole non erano fatte per me».

Dopo un breve periodo come dattilografa («In quei tempi ti mettevano sempre le mani addosso, per qualsiasi lavoro ti presentassi. Era sempre colpa delle donne, mai degli uomini»), nel 1966 viene assunta come insegnante presso il Circolo Didattico di Lambrate, sotto la guida di Adriana Ros: «Una preside colta e intelligente, con la quale imparai il modo di liberare le mie potenzialità. La classe per me era condivisione di idee, conoscenze, strumenti, attitudini».

È tra le insegnanti impegnate nei primi percorsi di integrazione scolastica degli alunni con disabilità, quando il tema era ancora poco affrontato.

L'esperienza didattica prosegue all'istituto dei Martinitt, nel carcere minorile e alla scuola elementare Pietro Maroncelli, alle porte dell'Innocenti, «ad annusare le tute degli operai e insegnare ai genitori a leggere la busta paga». Un'esperienza documentata nel 1975 dalla trasmissione Rai “Nord chiama Sud, Sud chiama Nord”.

Determinante per la sua formazione poetica è l'incontro con la saggista Maria Vailati: «Mi regalò la metodologia di analisi semiotica nel linguaggio poetico, da lei elaborata, che studia come le parole, i suoni e i concetti simbolici che esprimono interagiscono con i nostri sensi. A quei tempi insegnavo alla scuola primaria e con i miei alunni volammo nel linguaggio al più alto livello: la poesia».

Trasferitasi a Peschiera Borromeo (MI) nel 1987, si impegna in attività culturali e dirige un laboratorio di scrittura Auser con il quale pubblica i libri “Parole come panni stesi”, “Si scrive a Peschiera” e “Gli occhi della luna”. Con il gruppo partecipa inoltre allo spettacolo teatrale “Il magazzino degli scarti”, mostra e installazione vivente con la regia di Simonetta Favari.

Nel 2012 pubblica “Peccati di penna”, prima raccolta poetica, cui segue nel 2017 “Tra fuorvianti brezze - com'io nel pensar mi scrivo”, che riunisce le poesie composte a partire dal 1995, «che componevo e poi abbandonavo in giro per casa, su quaderni, agende, foglietti, tovaglioli, ovunque». Alle case editrici preferisce l'autopubblicazione: «Non ho un buon rapporto con gli editori, tendono a intromettersi troppo nella struttura di un libro».

Sempre nel 2017 riceve a Peschiera Borromeo il premio Basilisco d'Oro «per la sua passione per l'educazione e la poesia e per l'uso creativo delle parole, valorizzando e accompagnando le giovani menti alla scoperta di sé e del proprio potenziale espressivo».

Nel 2019 pubblica il libro di racconti Cuor di pane zucchero e sale. Nello stesso anno vince la prima edizione del Poetry Slam di San Donato Milanese (MI) e partecipa alla trasmissione Le Ragazze su Rai 3.

Esponente attiva dell'associazionismo culturale e sociale del territorio, nel 2020 partecipa, insieme a un comitato civico soprannominato "Le signore degli alberi", al presidio permanente nato per contrastare l'abbattimento dei 240 pioppi cipressini di via Galvani, contribuendo alla loro salvaguardia.


Fonti, risorse bibliografiche, siti su Benedetta Murachelli

Fonti archivistiche e audiovisive
“RAI, Nord chiama Sud, Sud chiama Nord” (1975) - servizio di Piera Orlando-Elio Sparano
RAI3, “Le Ragazze”, puntata del 12 ottobre 2019.

Stampa
“I miei racconti? Veri come il pane”, Il Giorno QN - Sud Milano – 23 aprile 2019
“Primavera di musica e poesia. Peschiera punta sulla cultura”, Il Giorno QN – Metropoli - 19 marzo 2025



Voce pubblicata nel: 2026