Figura centrale del Rexurdimento o rinascimento letterario in lingua gallega, Rosalía de Castro è una delle autrici fondamentali, insieme a Gertrudis Gómez de Avellaneda e Carolina Coronado, della poesia spagnola del Romanticismo.

Nasce nel febbraio del 1837 a Santiago de Compostela. Sua madre María Teresa de Castro y Abadía discende da un’antica e ormai decaduta famiglia signorile culla di poeti e religiosi; suo padre José Martínez Viojo è un sacerdote. Registrata come figlia di genitori sconosciuti, solo nel 1843 è formalmente riconosciuta dalla madre, con cui vive l’infanzia e la giovinezza fino al suo trasferimento a Madrid dove è ospite di una zia. Anche da donna sposata e con figli spesso torna a vivere con la madre, a cui sarà legata per tutta la vita da profondo affetto.

È durante l’infanzia, trascorsa nella campagna galiziana a contatto con la natura e la gente del popolo, che si forgia lo stretto legame tra Rosalía e la terra di Galizia e gli uomini e le donne che la abitano e che con fatica strappano alla terra e al mare cibo per il loro sostentamento. A diciannove anni si trasferisce a Madrid dove conosce altri intellettuali, tra cui Gustavo Adolfo Bécquer. Bécquer e De Castro sono i maggiori esponenti in Spagna della poesia intimista, che si caratterizza per l’uso di una lingua semplice e naturale, molto vicina al linguaggio colloquiale, di grande semplicità formale; distanti dalla magniloquenza e intensità sentimentale dei primi romantici, la loro poesia influenzerà la produzione poetica successiva.

Pubblica nel 1857 la sua prima raccolta di poesie La flor. A firmare una delle recensioni è Manuel Murguía, che diventerà suo marito l’anno seguente. Murguía è uno storico e intellettuale galiziano abbastanza noto all’epoca; ha diciotto anni più di Rosalía. Il matrimonio non è sempre felice. Di certo non giovano il temperamento di entrambi e l’asprezza del carattere di Rosalía, dovuta anche alla salute cagionevole che la tormenta sin dalla giovinezza. Rimane invece costante il sostegno di Murguía all’attività letteraria di De Castro. Ne celebra, anche dopo la morte di quest’ultima, il talento artistico e l’importanza per la letteratura galiziana.

La cura dei figli, l’attività letteraria e la carriera professionale del marito, che spesso impone alla famiglia diversi traslochi, occupano la vita di Rosalía, che passa anche per tappe di precarietà e difficoltà. Nel 1862 viene a mancare la madre e tutto l’amore e il dolore si manifestano nella raccolta A mi madre, pubblicata quell’anno. Nel 1863 dà alle stampe la raccolta, scritta interamente in gallego, Cantares Gallegos, testo fondamentale della letteratura galiziana. Le poesie dei Cantares sono per lo più scritte durante la permanenza di Rosalía a Madrid, quando più forte è la nostalgia della terra natia.

I Cantares sono una dichiarazione d’amore per la Galizia, ignorata, maltrattata e disprezzata nel contesto spagnolo, come l’autrice afferma nel prologo. Descrive anche il proprio desiderio di cantarla e di farlo usando la lingua dolce e morbida che solo chi non conosce può definire barbara. Rosalía difende la dignità della Galizia, si fonde in intima comunione con la vita contadina, è compassionevole con la storia di maltrattamenti e marginalizzazione della sua gente, celebra la bellezza della sua terra per la quale nutre un amore profondo e radicale. La semplicità espressiva, la forza e l’intensità descrittiva, la grazia e vivacità del canto, la varietà sentimentale e l’aspetto idealizzante contrapposto a elementi realistici sono molteplici chiavi di lettura di questa raccolta che la critica - ancora sostenitrice della vigente poesia dai toni magniloquenti - accoglie però con sdegno o indifferenza.

Nel corso degli anni, oltre alla poesia, Rosalía si dedica anche alla narrativa scrivendo in castigliano alcuni romanzi di chiara influenza romantica: La hija del mar (1859), Flavio (1861), Ruinas (1866), El caballero de las botas azules (1867) e El primer loco (1881).

La sua opera è intrisa di temi sociali e politici, riflettendo le ingiustizie e le disparità dell’epoca. La denuncia della condizione della donna, in particolare, è presente in molti suoi scritti: nelle poesie, in cui si ritrova il riferimento alle vedove dei vivi, ovvero le contadine galiziane nei paesini rurali che si sono spopolati di uomini emigrati in cerca di lavoro; in romanzi come La hija del mar; fino a testi più diretti ed espliciti come Las Literatas (carta a Eduarda), del 1865, che critica proprio la condizione femminile e soprattutto delle donne letterate, costantemente sminuite dagli uomini.

Tra il 1869 e il 1870, a Simancas, dove Murguía ricopre la carica di direttore dell’Archivio, Rosalía scrive le poesie di Follas Novas, la seconda e ultima delle sue raccolte poetiche in lingua galiziana, pubblicate solo più tardi, nel 1880. I gravi problemi di ordine sociale della Galizia (miseria, emigrazione, ingiustizia), la solidarietà con le sofferenze delle donne galiziane e l’angoscia esistenziale sono i temi portanti di questa raccolta in cui convergono il sentire intimo della scrittrice e un afflato universale. Pubblica il suo ultimo testo poetico nel 1884. Si tratta di En las orillas del Sar, scritto in castigliano, con il quale occupa definitivamente un posto di privilegio nella poesia spagnola del diciannovesimo secolo.

Il 15 luglio del 1885 muore a quarantasette anni per un tumore nella casa di famiglia di Padròn (divenuta dal 1972 Casa-museo Rosalía de Castro). Sepolta inizialmente nel cimitero della vicina parrocchia, nel 1891 i suoi resti vengono trasferiti a Santiago di Compostela nel Panteón de Gallegos Ilustres.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Rosalía de Castro

Biblioteca Virtual Miguel de Cervantes.
Fundaciòn Rosalìa de Castro.
L.Carnés, Rosalía, Hoja de Lata Editorial, Gijón 2018.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026