Nella storia del Giappone feudale, famoso per le sue figure di samurai, ne spicca una speciale, quella dell’onna-musha (donna guerriera) Tomoe Gozen. Per quanto famosa, tuttavia, le sue origini e la sua vita rimangono misteriose, al punto da trasformarla quasi in una figura mitica. Viene nominata per la prima volta nell’Heike monogatari, celebre epopea giapponese del XIV secolo, che descrive gli eventi e i protagonisti della guerra Genpei tra i clan Taira e Minamoto, che culminò nella creazione dello shogunato di Kamakura. Probabilmente non era nobile di nascita, poiché Gozen non è un nome di famiglia, ma un appellativo che significa onorevole.

Così la descrive un passo dell’Heike monogatari: “Con la sua pelle diafana, i lunghi capelli neri e il volto aggraziato, Tomoe era la più bella. Era anche un arciere forte e un soldato vigoroso, in sella o a piedi, adatta ad affrontare un demone o un dio, valeva quanto mille guerrieri. Aveva una tattica superba nel rompere le righe di cavalli selvaggi, non temeva le discese accidentate. Nelle prime fasi della battaglia, Yoshinaka la inviava come primo capitano in armatura pesante, con una grande spada e un potente arco. Al suo nome era associata maggiore gloria che a qualsiasi altro guerriero. E quando tutti erano ormai periti o scappati, lei era rimasta fra gli ultimi sette cavalieri” 1.

Secondo alcune fonti, Tomoe fu serva, o amante, del generale Minamoto Kiso Yoshinaka. Alcune fonti, invece, la indicano come sua moglie. Altri documenti ancora individuano in Nakahara Kaneto suo padre, mentre sua madre sarebbe stata la nutrice stessa di Yoshinaka, trasformando così Tomoe in una sorella adottiva. Una sorella che si sarebbe rivelata molto leale, nonché valorosa, poiché lo avrebbe accompagnato nelle sue campagne militari, tra cui il conflitto Genpei. Il coraggio e le enormi capacità di Tomoe le avrebbero fatto guadagnare l’autorità di ippo no taishō, «comandante in capo», con il compito di guidare le truppe in combattimento.

Nell’Heike monogatari si trova anche la descrizione del suo ultimo combattimento sul campo di battaglia di Awazu. Yoshinaka, ferito a morte, le ordina di abbandonare la lotta per comunicare la sua imminente dipartita alla famiglia. Tomoe invece rifiuta con ostinazione di andarsene, almeno non prima di aver promesso al suo signore un ultimo scontro in suo onore. Quando entra in campo Onda no Hachirō Morishige, un uomo noto per il suo valore di soldato, si precipita su di lui ingaggiando una battaglia feroce, che culmina nella decapitazione dell’avversario. Dopodiché, la guerriera si libera dall’armatura e scompare nel nulla.

Anche a proposito dell’ultimo combattimento di Tomoe esistono versioni contrastanti. Nell’Heike monogatari vengono riportati suoi duelli con altri avversari oltre Morishige. Alcune fonti ritengono che fu attaccata da Wada Yoshimori che, dopo averla sconfitta, la prese come sua concubina, forse nella speranza di avere figli forti e temerari come lei. Altri resoconti riportano che Tomoe venne fatta prigioniera dopo la battaglia e condannata alla decapitazione, in quanto comandante dell’esercito nemico, a prescindere dal fatto che fosse una donna. Un’altra versione tramanda che riuscì a fuggire, facendo perdere le proprie tracce e prendendo i voti monacali, per poi morire all’età di novant’anni.

In qualunque modo sia andata la sua vita dopo la guerra, qualunque fosse il suo vero nome, il suo luogo di nascita, l’onna-musha Tomoe Gozen si trasformò in leggenda, diventando l’archetipo della donna guerriera impavida e valorosa. A Kyoto viene ricordata durante le celebrazioni della storia e della cultura della città antica, note come Jidai Matsuri, il Festival delle Ere. L’epoca moderna ha continuato a nutrire ed esaltare il suo mito, inserendo il suo personaggio in fumetti, anime, videogiochi, film e libri, tra cui si ricorda la trilogia storico-fantasy The Tomoe Gozen Saga, creata da Jessica Salmonson.

Note


1 J. Clements, La storia segreta dei samurai, Roma, Newton Compton Editori, 2013.


Fonti, risorse bibliografiche, siti su Tomoe Gozen

“Tomoe Gozen”. Asahi Nihon rekishi jinbutsu jiten (Asahi Encyclopedia of Japanese Historical Figures). Asahi Shimbun-sha. Accessed via Kotobank.jp.
M. D.R. Muir, Le leggendarie donne samurai: tre guerriere che hanno segnato la storia del Giappone, National Geographic Italia, 21 marzo 2024.
R. Nowaki, Women Warriors of Early Japan, 2013.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026