A cavallo tra il 1650 e il 1730, mentre sulle coste americane sorgono decine di colonie britanniche, la fine della guerra fra Inghilterra e Spagna lascia a terra interi equipaggi di marinai. Queste persone, stanche di dover sottostare a una gerarchia militare opprimente e poco remunerativa, decidono di darsi alla pirateria. Ciò viene fatto non solo per sopravvivere, ma anche come atto politico e presa di posizione poiché sulle navi pirata, nonostante esista ancora la figura del capitano, la maggior parte delle decisioni viene presa per voto popolare della ciurma. Questa soluzione alternativa viene adottata da un numero così alto di equipaggi che la pirateria attraversa la sua Epoca d’Oro.

Sulle onde del Mar dei Caraibi, fra le isole delle Bahamas, veleggiano sia le flotte della Compagnia delle Indie Occidentali, al servizio della Corona britannica, sia i vascelli corsari. Il governatore inglese Woodes Rogers è mandato nel 1719 a occuparsi di quei criminali hostes humani generis, nemici del genere umano. Ma in questo scontro che viene ricordato solo per le sue figure maschili, in realtà si sentono anche le voci di alcune donne. I testi raccontano che una di loro disse:

Se non fosse per il cappio, ogni codardo diventerebbe pirata.

Mary Read nasce donna nel 1685 a Plymouth, Inghilterra, orfana di padre, morto in mare. Non ha il lusso di rimanere sé stessa a lungo, poiché mentre lei nasce, il suo fratellastro Mark poco più grande muore. La madre allora veste Mary con abiti maschili per convincere con l’inganno la suocera abbiente a mantenere il “nipotino”.
Mary cresce consapevole che fingersi un maschio le conviene. Allo scoppio della guerra con la Spagna, a inizio ‘700, sceglie di arruolarsi nell’esercito inglese. “Mark” parte per le Fiandre, dove dà del filo da torcere ai soldati nemici. Solo dopo anni rivela la sua identità a un compagno d’armi, lo sposa e i due si ritirano per aprire una locanda a Breda.

Nel 1716, a guerra finita, Mary rimane vedova, e la clientela della locanda scarseggia. Così torna a indossare abiti maschili e salpa verso il Mar dei Caraibi, ma la sua nave viene catturata da pirati inglesi. Lei, però, essendo l’unica inglese a bordo, viene risparmiata e si unisce all’equipaggio.
Giunta a New Providence, covo che i pirati delle Bahamas chiamano Nassau, incontra il capitano John “Calico Jack” Rackham e la pirata Anne Bonny. Decide di seguirli a bordo della William, cambiando per sempre la rotta della sua vita. Dopo mesi di arrembaggi, razzie e scorribande feroci, la ciurma della William si guadagna una famigerata reputazione, soprattutto grazie a Mary e Anne, la cui grinta smentisce la superstizione che avere donne a bordo porti sfortuna.

Intanto, Woodes Rogers sbarca a Nassau, con un Atto di Grazia da parte della Corona per tutti i pirati che si pentiranno prima del 5 settembre 1720. La ciurma di Calico Jack è fra quelle che rifiutano il perdono. Questa scelta costa loro cara: a ottobre vengono catturati.
Il capitano e i suoi uomini sono processati e impiccati il 18 novembre a Santiago de la Vega.

Mary e Anne invece testimoniano il 28 novembre, sostenendo di essere incinte per posticipare il giudizio e l’esecuzione. Il tribunale richiede che vengano visitate e il medico conferma, con gli strumenti che ha a disposizione, la gravidanza di entrambe. Mary, malata di quella che le fonti descrivono come febbre puerperale, muore in carcere ad aprile 1721.
La sua storia è riportata solo da due testi dell’epoca: gli atti del processo e l’opera del 1724 Storia generale dei pirati del capitano Charles Johnson, presunto pseudonimo di autore ignoto.
Queste fonti non sono affidabili: raccontano la vita di Mary in toni romanzati, avvolti dal maschilismo culturale dell’epoca. La stessa frase a lei attribuita potrebbe essere un falso storico, usato per dare colore alla biografia. Mary è descritta come una pericolosa antieroina che sfida la legge, ma basandoci su quello che viene raccontato possiamo dire che fosse una donna pronta a combattere per la sua sopravvivenza, convinta delle proprie scelte, coraggiosa nell’affrontare le situazioni più pericolose.

Nonostante ciò, la figura di Mary è diventata sinonimo di emancipazione femminile, mito per la comunità queer, e ha ispirato personaggi come Elizabeth Swann di Pirati dei Caraibi.

L’unica certezza innegabile su Mary Read è che sia esistita: la sua traccia ci ha permesso di scoprire e immaginare le vite di molte altre donne che, come lei, popolavano le navi mercantili e pirata. Era proprio su queste navi, dove le strutture rigide imposte dalla società venivano meno, che molte donne erano in grado di assumere un ruolo a loro altrimenti precluso. Diverse testimonianze, anche da altri mari ed epoche, riportano come le donne a bordo spiccassero spesso per la loro abilità.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Mary Read

Charles Johnson, Storia generale dei pirati, Roma, Nutrimenti Mare, 2022.
Questo libro pubblicato per la prima volta nel 1724 da “Charles Johnson” ha in realtà autore ignoto, non è mai esistito un capitano Charles Johnson al di fuori di questa narrazione, e alcuni tratti della scrittura fanno pensare allo stile di Daniel Defoe. Tuttavia gli storici sono discordi su questa interpretazione dunque non è possibile affermare con certezza chi fosse l’autore.

The trials of capitan John Rackam and other pirates, Robert Baldwin, 1721 (Digitalizzato dalla libreria nazionale della Jamaica).

Boston Gazette Woodes Rogers proclamation, Gazzetta di Boston, 1720.

Villains of all Nations, Atlantic Pirates in the golden Age, Marcus Rediker, Beacon Press Boston, 2004. Digitalizzato da Internet Archive nel 2022.

Storia della Pirateria, David Cordingly, traduzione di Adria Tissoni, Oscar Mondadori 2003, titolo originale dell’opera Under the black Flag. Digitalizzato da Internet Archive nel 2023.



Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026