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Italiane si raccontano, oggi. 60 anni dopo “Le italiane si confessano” di Gabriella Parca

“Milioni di italiane sono delle sconosciute. Parliamo la stessa lingua, ubbidiamo alle stesse leggi, viviamo negli stessi luoghi, eppure di loro non sappiamo nulla: né cosa pensano, né perché soffrono, né come si comportano nell’intimità […] Guardiamo queste donne una ad una, isolandole e illuminandole come fa un riflettore sulla scena, e ascoltiamole parlare con sincerità”. Così scriveva nel ‘59 Gabriella Parca, nel suo Le italiane si confessano, un libro che ha fatto epoca. Parca, giornalista, scrittrice e antropologa, aveva studiato oltre 8000 lettere di donne italiane inviate alla “Piccola posta” di due popolari rotocalchi. Ne pubblicò 300, suddivise per argomenti: la “prova d’amore”, l’adulterio, la vita familiare, le paure, i pregiudizi, i rapporti di lavoro, i sogni… Era la voce di donne “comuni”, vite non ancora trasformate dalle grandi battaglie per il divozio, la contraccezione, l’aborto.
Francesca Calamita, a distanza di più di 60 anni, si interroga e interroga donne di oggi, per riflettere sulla concreta condizione femminile nella società contemporanea: la formazione e gli studi; la carriera e il lavoro; la famiglia; il sesso; la salute, la visibilità femminile; il tempo libero; la bellezza, il corpo. Per compiere questo ritratto collettivo Calamita ha lavorato sui risultati di un sondaggio online, anonimo, con cinquanta domande rivolto a tutte le donne che avessero compiuto i 18 anni.
Nel compiere questa ampia ricognizione l’Autrice si è confrontata anche con autrici e studiose che su questi temi lavorano: Cristina Carelli, Eleonora Cirant, Corinna De Cesare, Federica Di Sarcina, Ida Dominijanni, Giorgia Fasoli, Vera Gheno, Francesca Giannone, Adalgisa Giorgio, Rula Jebreal, Bernadette Luciano, Alessandra Maiorino, Michela Marzano, Debora Miglioucci, Nogaye Ndiaye, Paola Pasquini, Vanessa Roghi, Irene Soave, Roberta Trapé.


Francesca Calamita è professoressa associata presso l’Università della Virginia. Si occupa di studi di genere. Ha conseguito il Dottorato di Ricerca presso la Te Herenga Waka-Victoria University of Wellington in Nuova Zelanda e ha completato il suo progetto post-dottorale all’Università di Londra, presso il Centre for the Study of Contemporary Women’s Writing dove oggi è parte del comitato esecutivo. Ha, inoltre, conseguito un MA in Politica globale presso la School of Oriental and African Studies dell’Università di Londra. I suoi contributi sulle politiche di genere che si applicano ai corpi delle donne in Occidente e in Medio Oriente sono stati pubblicati sulla rivista accademica “Women’s Studies International Forum”. È autrice di Visibili e influenti (2023) e Linguaggi dell’esperienza femminile (2015). Ha co-curato Starvation, Food Obsession and Identity (2017) e Eve’s Sinful Bite (2020).

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