Elisabetta Vergani (Postfazione a cura del Collettivo Je Suis SémantiQue)

Donne belle bandiere di pace

Questo piccolo libro prezioso contiene il copione dello spettacolo omonimo e un importante testo a postfazione che ricostruisce il panorama storico di una storia bellissima di impegno e di lotta gioiosa, portata in scena da Elisabetta Vergani. L’iniziativa nasce da una ricerca svolta dopo il ritrovamento, presso l’ISREC di Bergamo, di una bandiera della pace cucita nel 1948 . È Elisabetta Ruffini direttrice di ISREC a ricostruire la vicenda non solo italiana, ma internazionale, che fu un capitolo di una storia di quell’impegno femminile per la pace che non si è mai interrotto, parte di quella storia sconosciuta che enciclopediadelledonne.it si impegna a divulgare e diffondere. “Il 14 marzo 1948 l’UDI si fa promotrice e organizzatrice delle Assise della Pace: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà dei popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali recita l’articolo 11 della Costituzione italiana entrata in vigore da due mesi e mezzo, e oltre 50mila donne italiane sfilano per le vie di Roma: giovani e anziane, operaie e contadine, massaie e intellettuali. Sfilano fino all’altare della patria, con le biciclette delle staffette partigiane, i gonfaloni della città medaglie d’oro della Resistenza, le corone d’alloro e le colombe, le bandiere della pace e gli albi con le firme di due milioni di donne italiane raccolte da consegnare al presidente della Repubblica.” Dopo questa incredibile giornata, le donne impegnate in questa iniziativa continuano a raccogliere le firme, di paese in paese, rione e quartiere, bussando di casa in casa o organizzando banchetti in fabbrica e all’aperto. Si ritrovano per cucire nastri colorati a formare quelle bandire di forme e fogge diverse su esempio di quelle, bellissime, che le donne emiliane avevano sventolato alle Assise. Si arriverà a 3 milioni di firme che verrano portate all’Onu, a Parigi, nell’ottobre dello stesso anno. Perché queste donne sono le stesse che hanno combattuto la guerra, il fascismo, e conoscono bene le trappole della propaganda che ci fanno credere che la guerra, il male assoluto, sia inevitabile. Trappole e propaganda che stiamo subendo e vivendo oggi.

Elisabetta Vergani, attrice, autrice e co-direttrice artistica della compagnia Farneto Teatro dal 1992. Con essa ha ideato il progetto ventennale Il Teatro fuori dal Teatro, portando spettacoli di prosa in luoghi non convenzionali come castelli, piazze ed ex fabbriche (tra cui Sogno di una notte di mezza estate, La dodicesima notte, La Mandragola e Il Decameron per Expo 2015). Dal 2004 cura e interpreta il ciclo Le Eroine del Mito, dedicato a figure femminili come Cassandra, Medea, Antigone, Elettra ed Elena.
Nel 2012 ha scritto e interpretato l’omaggio ad Antonia Pozzi L’infinita speranza di un ritorno, divenuto un progetto pluriennale, culminato in Desiderio di cose leggere, antologia di scritti di Antonia Pozzi (Salani).
Firma Buon Lavoro (2014), report teatrale sul mondo del lavoro con attenzione a donne e giovani. Nel 2016 ha portato in scena Medea di Christa Wolf; dal 2019 ha scritto e diretto spettacoli dedicati alla genealogia culturale della violenza di genere e alle figure di Christine de Pizan, Virginia Woolf, Lucrezia e le altre – dal mito l’origine della violenza di genere. Ha realizzato radiodrammi e conduce laboratori teatrali nelle carceri di Opera e Bollate. Collabora con le università milanesi (Statale, Cattolica, Iulm e Bicocca) su mito greco e riscrittura contemporanea.

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