“Le trine, ahimè! Le calze e tutto quanto / opra è di donna, il far continuamente / m’annoia e mi addolora tanto tanto. // Farle però vorrei, ma similmente / vorrei scrivere, leggere e studiare / per dar respiro all’inquieta mente”

Questi versi che riecheggiano con sorprendente anticipo lo spirito di Una stanza tutta per sé di Virginia Woolf appartengono a Maria Pascoli, detta Mariù. La sua vasta produzione poetica è stata a lungo dimenticata, ridimensionata, rimossa, eppure rivela tratti lirici e una voce segnata dall’esperienza di una vita spesa nell’ombra del fratello Giovanni e funestata da lutti e grandi difficoltà.

Maria è l’ultima di dieci figli. Dopo la morte della madre e l’uccisione del padre – traumi che segneranno profondamente la poetica pascoliana – viene mandata in collegio con la sorella Ida. Nel 1885 va a vivere con lei e Giovanni, convinta sia la soluzione migliore per assicurarsi un futuro e affrontare le difficoltà economiche. È il celebre “nido” che li dovrebbe proteggere fornendo una versione “alternativa” di famiglia. All’interno di questo spazio, Maria si occupa della gestione domestica e della cura dei fratelli. Il nido si perde con il matrimonio di Ida nel 1895.

Con l’aumento della notorietà del fratello e il miglioramento delle condizioni economiche familiari, Maria si affranca progressivamente dagli impegni domestici e partecipa più attivamente al lavoro letterario di Giovanni: legge e commenta le bozze, suggerisce temi (come lei stessa ricorda per i componimenti Digitale purpurea e Suor Virginia)1, stringe accordi con gli editori, scegliendo tempi e modalità delle pubblicazioni.

Grazie all’insegnamento del fratello impara il greco e il latino – lei che aveva un’umile istruzione da educanda! – ma soprattutto riesce a ritagliarsi piccoli spazi per coltivare la propria scrittura poetica. I suoi componimenti vengono letti, approvati o cassati dal fratello con un sistema a crocette. Alcuni, con il sostegno di Giovanni, vengono pubblicati su riviste come “Il Marzocco” e in seguito alla partecipazione a un Certamen per le Colonie scolastiche estive bolognesi2, insieme a quelli delle poetesse Eugenia Codronchi Argeli e Vittoria Aganoor Pompilj, ma sotto lo pseudonimo di Sibylla.

Alla morte di Giovanni, nel 1912, Maria si dedica per decenni alla biografia del fratello. Il manoscritto, portato avanti nella casa di Castelvecchio, va distrutto durante un bombardamento. Mariù si rimette all’opera senza riuscire a concluderlo. Viene pubblicato postumo soltanto dopo la seconda guerra mondiale. Lungo la vita di Giovanni Pascoli rimane ancora oggi una fonte primaria a cui attingere per le vicende familiari del poeta. Non si tratta di una biografia tradizionale: vi si intrecciano invenzione narrativa, ricordi personali e pagine in cui emerge la stessa Mariù. È dunque insieme biografia, autobiografia, memoir e romanzo. Non mancano in alcuni passaggi testi poetici originali, in seguito espunti dal curatore ed esclusi dall’edizione a stampa3.

Della produzione poetica di Mariù non esiste oggi una raccolta critica: le poesie giacciono negli archivi, catalogate in modo approssimativo, a riprova di un atteggiamento di “totale noncuranza e indifferenza”.4 La scrittura poetica di Mariù, vissuta da lei stessa come colpa – gravata dal timore religioso di superbia e dai pregiudizi sociali che scoraggiavano le donne dall’attività letteraria – resta in attesa di essere pienamente recuperata e compresa.

Note

1 "Le fonti sono due miei racconti che gli feci tra tanti altri”, a pag. 230 nel manoscritto integrale di Lungo la vita di Giovanni Pascoli, poi pubblicato postumo da Mondadori.

2 Componimenti raccolti in La Strenna delle colonie scolastiche estive bolognesi. Intelletto e carità, Anno VIII, Zanichelli, Bologna 1905.

3 Maria Pascoli, Lungo la vita di Giovanni Pascoli. Memorie curate e integrate da Augusto Vicinelli, Mondadori, Milano 1961.

4 Fiorenza Weinapple, Le foglie levi di Sibylla. L’opera e la scrittura di Maria Pascoli, Jaka Book, Milano 2007.

Fonti, risorse bibliografiche, siti su Maria Pascoli

Maria Pascoli, Lungo la vita di Giovanni Pascoli. Memorie curate e integrate da Augusto Vicinelli, Mondadori, Milano 1961.

Enrico Bruschi, Riflessi Inversi. Nella mente di Mariù Pascoli, Maschietto Editore, Firenze 2025.

Maria Santini, Candida Soror. Tutto il racconto della vita di Mariù Pascoli, Simonelli Editore, Milano 2005.

Fiorenza Weinapple, Le foglie levi di Sybilla. L’opera e la scrittura di Maria Pascoli, Jaca Book, Milano 2007.




Voce pubblicata nel: 2026

Ultimo aggiornamento: 2026