Gabriella Parca è stata una giornalista e scrittrice italiana che ha pubblicato, nell’arco di quattro decenni, alcune fondamentali inchieste sui costumi sessuali delle italiane e degli italiani.
Nasce il 17 marzo 1926 a Castel di Tora, in provincia di Rieti: dei suoi primi anni di vita non si sa molto se non che frequenta il liceo classico. Si laurea in Lettere all’Università La Sapienza di Roma ed è un’assidua del Centro Italiano di Antropologia Culturale dove è stata anche assistente alla cattedra di Civiltà indigene americane. Nel dopoguerra si avvia alla professione giornalistica con il desiderio di diventare cronista di nera: collabora con Il Messaggero dove svolge sei mesi di quello che oggi definiremmo “tirocinio non retribuito” ma non viene assunta in quanto donna e quindi sgradita alla direzione – questa è la sua versione riportata nella lunga intervista rilasciata a Chiara Galeazzi per Vice nel 2013. Si sposta poi a Firenze dove lavora per Il giornale del mattino e poi per l’agenzia fotografica Meldolesi, per cui realizza un servizio sulle “marocchinate” di Esperia (FR), cioè le violenze e gli stupri di guerra perpetrati delle truppe marocchine agli ordini dell’esercito francese. Il servizio fa scalpore e molte donne che avevano offerto la loro testimonianza, credendola un’inviata del Ministero della Salute (così si era presentata) si risentono fortemente, ma Parca riesce in effetti a fare in modo che il Ministero metta in atto una campagna di vaccini anti sifilide in quelle aree. In quegli anni inaugura anche la collaborazione con Paese Sera e L’Espresso e si sposta a Milano, dove vivrà per il resto della vita.
Tra gli anni 1952-1955 collabora con la rivista per ragazzi Il pioniere: la storia più celebre che dà alle stampe è il romanzo Le avventure di Chiodino scritto con Marcello Argilli e illustrato da Vinicio Berti nel 1952.
Nel 1959 pubblica con l’editore Parenti Le italiane si confessano: la raccolta di oltre 300 lettere di donne, per lo più proletarie e piccolo borghesi di tutta Italia, scartate dalle rubriche di posta di alcune riviste a fumetti da lei curate, esce quasi in sordina, nonostante la doppia prefazione illustre: una di Pasolini e una di Zavattini. Qualche tempo dopo, un articolo encomiastico di Paolo Milano su L’Espresso accende la miccia del “caso”: se da molti questa pubblicazione è apprezzata perché ha i caratteri della “rivelazione”, i detrattori moralisti sono infinitamente di più. Da questo spaccato dei costumi sessuali e relazionali delle italiane emerge l’egemonia prepotente e violenta del maschio e l’implacabile applicazione della doppia morale. Emerge un ritratto della donna italiana come “ossessionata dai problemi del sesso, ricca di slanci ma inibita dai pregiudizi, generalmente insoddisfatta della propria vita, ma incapace di fare il minimo tentativo di cambiarla.” I capitoli tematici di cui si compone il libro – la prova d’amore, la masturbazione, il tradimento, ecc. – snocciolano un rosario di tabù, paure inconfessabili, violenze orrende che fanno ben pensare, come scrive Zavattini, che l’Italia del dopoguerra sia “un grande harem”, ferma al Medioevo, e che le donne vivano imprigionate in una paralisi spaventosa – succubi del maschio e incapaci di pensarsi come soggetti - in cui solo il femminismo sarebbe riuscito, alcuni anni dopo, ad aprire una breccia.
Quest’opera è un tassello fondamentale della storia del femminismo italiano, a lungo sottovalutata e ridotta a fenomeno di costume, al punto che Pasolini nella prefazione della prima edizione definisce “divertente” la lettura delle lettere di queste donne, in cui sovente non mancano riferimenti al suicidio o all’assassinio dell’amante che si è preso la verginità della scrivente. Il libro viene tradotto in molti Paesi: negli Stati Uniti viene organizzata una presentazione con l’antropologa Margaret Mead a cui Parca non partecipa perché le viene negato il visto, alla luce della sua precedente iscrizione al Partito Comunista Italiano, dal quale si allontana dopo un viaggio nell’Europa dell’Est.
Pochi anni dopo Parca torna sul terreno delle inchieste sul campo e insieme alla collaboratrice Maria Luisa Piazza gira l’Italia ponendo a 1.600 uomini tra i 20 e i 50 anni una serie di domande elaborate da alcuni psicologi. Nel corso della realizzazione del reportage, Il Giornale di Sicilia segnala ai lettori la presenza sull’isola di “due maniache sessuali” munite di registratore alle quali è sconsigliabile dare corda. Da questa inchiesta on the road nasce I sultani. Mentalità e comportamento del maschio italiano (Rizzoli, 1965), impietoso ritratto della doppiezza morale e dell’impunità con cui l’uomo italiano medio parassita sulle spalle delle donne che lo circondano. La pubblicazione suscita ancora più scandalo della precedente e compromette anche molti rapporti personali dell’autrice. A fine anni Sessanta Parca dirige il giornale della Lega Divorzista Battaglia Divorzista: trae ispirazione dalle lettere di persone separate (e all’epoca fuorilegge) e pubblica I separati - Inchiesta sul matrimonio in Italia (Rizzoli, 1969) a cui segue I divorziati (Bompiani, 1984).
Nei primi anni Settanta Parca raccoglie le storie di alcune ex carcerate per L’Espresso e pubblica poi il libro Voci dal carcere femminile nel 1972 per Editori Riuniti. La condizione carceraria non smetterà di interessarla: negli anni ‘90 intervista per Il Giorno Adriana Faranda, ex brigatista coinvolta nel sequestro e omicidio Moro. Nel 1972 Parca fonda e dirige Effe, periodico di controinformazione femminista. Nel 1973 abbandona la direzione: ritiene che il lavoro volontario dell’intero collettivo che consente la sopravvivenza della pubblicazione rimarchi la subalternità del lavoro delle donne e della causa femminista. Il giornale sopravvive grazie all’editore Dedalo fino al 1982.
Nel 1973 a Milano fonda con la psicologa Erika Kaufmann il Centro Problemi Donna: un proto-consultorio per donne. Una giornalista di destra infiltra la figlia adolescente, che finge di essere incinta, e la falsa notizia che questo luogo di accoglienza e formazione su temi come contraccezione, malattie sessuali e aborto sia una “fabbrica” di aborti clandestini si diffonde: il Centro e le sue fondatrici vengono raggiunte da avviso di garanzia con l’accusa di “associazione a delinquere”. Le due donne vengono prosciolte, Kaufmann abbandona il progetto e Parca prosegue con un nuovo gruppo di lavoro, fino ad ottenere una sede istituzionale, concessa dal comune.
A fine decennio Parca fa il punto sul percorso delle donne italiane pubblicando due testi di rilievo per la ricostruzione della storia del femminismo: L'avventurosa storia del femminismo (Mondadori, 1976) e Plusvalore femminile (Mondadori, 1978), preceduti, nel 1974, da un ulteriore libro-inchiesta L'albero della solitudine - Dialogo-inchiesta fra donne di ogni età (SugarCo, 1974).
Negli anni Ottanta si concentra sul fenomeno della tossicodipendenza – che si presenta alla sua osservazione attraverso alcune frequentatrici del Centro Problemi Donna - e dal suo rapporto con una giovane eroinomane nasce Lo sballo - Intervista a una ragazza che ha smesso di bucarsi (Longanesi, 1980).
Instancabile e ironica osservatrice della realtà, Gabriella Parca attraversa gli anni Ottanta e Novanta proseguendo con l’attività giornalistica e saggistica, e nel primo decennio del nuovo millennio dà alle stampe un libro per ragazzi che affronta il tema della Resistenza: La guerra acerba. Il secondo conflitto mondiale visto con gli occhi di una ragazzina (Narrativa Tea, 2007).
Gabriella Parca muore a Milano nel 2016. Nel 2017 la sua biblioteca personale è donata alla biblioteca comunale della sua città natale, Castel di Tora, poi intitolata al suo nome.
Le italiane si confessano (1959), Edizioni Nottetempo, 2023.
I sultani. Mentalità e comportamento del maschio italiano (1965), Edizioni Nottetempo, 2024.
L’avventurosa storia del femminismo, Mondadori, 1976.
Plusvalore femminile, Mondadori, 1978.
L’albero della solitudine. Dialogo-inchiesta fra donne di ogni età, SugarCo, 1974.
Lo sballo. Intervista a una ragazza che ha smesso di bucarsi, Longanesi, 1980.
La guerra acerba. Il secondo conflitto mondiale visto con gli occhi di una ragazzina, Narrativa Tea, 2007.
Voce pubblicata nel: 2016
Ultimo aggiornamento: 2026