Sheffield, 24 agosto 1936. Una famiglia caratterizzata dalla creatività e da un alto grado d’istruzione accoglie la propria primogenita: Antonia Susan Drabble. Questo è il nome completo di una delle autrici e critiche letterarie britanniche più influenti del nostro tempo, in grado di vantare circa sessant’anni di onorata carriera.
Tutto ha inizio quando il padre, l’avvocato della corona John Frederick Drabble, sposa l’ex allieva di Robert Browning Kathleen Bloor nel 1933. I due generano quattro figli, tutti destinati a fare grandi cose: Antonia e Margaret, entrambe scrittrici, la futura critica e storica dell’arte Helen (nota ai più come Helen Langdon), e infine Richard, destinato a perseguire la carriera di avvocatura proprio come suo padre. Lo stesso John Frederick Drabble ha trovato occasionalmente diletto nella scrittura, pubblicando due romanzi: Death’s Second Self (1971) e Scawsby (1977). Antonia impara a scrivere assai precocemente, intorno ai cinque anni, e nonostante provenga da una famiglia tanto legata alla letteratura, preferisce scrivere in solitudine:
"Penso che non siamo una famiglia molto ordinaria, nel senso che non ci parliamo molto. […] La sensazione che ho è che io stia cercando di salvare la mia vita della mente da quella della mia famiglia. Sono un tipo naturalmente solitario. […] Parlo un po’ d’arte con la mia sorella che si occupa di storia dell’arte, perché [la storia dell’arte, NdT] è [un argomento, NdT] più distante. Non penso di aver mai parlato una sola volta di scrittura con la mia sorella scrittrice.” (Traduzione di B. Messina)
Ogni piccola cosa può offenderla [Antonia, NdT]. […] Si è così arrabbiata quando ha scoperto che molti decenni fa avevo scritto di un particolare servizio da tè della nostra famiglia perché avrebbe voluto usarlo lei. Sentiva che mi ero appropriata di qualcosa che non era mio. Gli scrittori sono territoriali e non sopportano gli intrusi.” (Traduzione di B. Messina)
Tra influenze variegate, amore per l’arte, prosa densa ed erudita, attenzione alle figure femminili e una fervida immaginazione, ‘Arachne’ [nome usato da Byatt per il suo indirizzo e-mail, NdA] tesse sapientemente trame multiformi, dando vita a storie sempre diverse, che non rimandano alla sua vita privata ma che sono fatte per essere godute ed esplorate, in un intreccio di livelli narrativi, di relazioni, ma anche di elementi reali e fantastici.
succedeoggi The Booker Prize Podcast, Episode 28: Possession by A.S. Byatt The Guardian, Where to start with: AS Byatt (by John Mullan) The Guardian, Writing in terms of pleasure (by Sam Leith) The Paris Review, A. S. Byatt, The Art of Fiction No. 168 (interviewed by Philip Hensher) British Council Literature Seminar, A S Byatt in conversation with Tobias Döring Eesti Rahvusringhääling, A.S. Byatt The Drexel InterView – Archives, episode 102 - A.S. Byatt part 01; part 02 Interview With Author A.S. Byatt
Voce pubblicata nel: 2016
Ultimo aggiornamento: 2026